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lunedì 14 luglio 2014

Bonus - Covo Sicuro

Locazione – Sobborghi, Dogtown.
Come ci si arriva – Stradina mediamente disastrata dei sobborghi. Lì c'è una serie di garage. Uno di questi è di proprietà di Alban. Poco lontano, c'è un altro garage, di proprietà di nessuno. Dal garage di Alban si passa, tramite un pannello segreto rimovibile (in legno) al garage abbandonato. Lì dentro c'è un quad vecchio e sporco, posto sopra un ponte sollevatore per auto. Per alzare il ponte serve una chiave particolare, che Alban porta sempre con sè.

Una volta sollevato il ponte, sotto il quad, saranno presenti dei pannelli di legno messi lì a mo' di pavimento. Rimuovendoli si accederà ad una porticina che, se aperta, porterà ad un piccolo ripostiglio sotterraneo. Nel ripostiglio, ingombro di attrezzi meccanici e chiudibile dall'interno, sotto una cassapanca, è presente una botola, con una scaletta che porta al rifugio.

Sistemi di sicurezza – Sensori termici e di movimento. Impianto di telecamere (la guardina è nel rifugio). Computer con possibilità di collegamento alla rete esterna. Centralina elettrica e idrica indipendente. Impianto di refrigerazione. Impianto antincendio (irrora acqua, senza suonare o luci di tal sorta).

Cosa c'è dentro – Nel rifugio vero e proprio non c'è molto spazio per l'estetica , quanto per la possibilità di resistere per più e più giorni lì dentro senza poter uscire. Ci sono un paio di brande, per dormire. Ci sono cambi di abiti, scorte di cibo in scatola e in polvere, e acqua, per due anni. C'è un computer. E ovviamente, in uno stanzino minuscolo diviso dal resto con del cartongesso, anche i servizi igienici e un tritarifiuti.

Ulteriori uscite – All'interno del rifugio, è presente un'altra porticina. Aprendola, sempre con la chiave, è possibile uscire dal rifugio e, tramite una serie di condotti, porta sul retro di una lavanderia a gettoni dei sobborghi, poco frequentata, lì nei pressi.

- L'unica copia, oltre all'originale, della chiave per accedere, è stata consegnata al pg Delilah Loverts. -

lunedì 30 giugno 2014

INIMA BATE

[Scritto su un foglio volante, volato da chissà dove fin su una panchina appena fuori dal Tempio buddista]

Mia piccola L., mia pura essenza di vita,

Ho amato un angelo.

Un angelo che voleva morire. L'ho seguita, solo per godere dell'effetto della luce del santuario sulla sua pelle diafana.
Mi ha regalato un crisantemo, e io l'ho sgualcito tra le dita.
Ho colto ogni movimento delle sue iridi senza colore.
Ho tremato, ho cercato ovunque per seguire i suoi passi da lontano. Li ho solcati.
Ho toccato dove le sue mani si sono soffermate.

L'ho vista ovunque, perchè mi ha sconvolto il suo essere così
bianca e decadente.
E viva e morta insieme.
Perchè? Perchè gli angeli dovrebbero voler morire?
Che angelo sbagliato.

"Tu non sei un prisma."
Le ho fatto male. Meno male di quanto già lei si facesse di solito. Allora le ho porto il coltello.
E lei non mi ha colpito. Mi ha perdonato.
Non è un prisma. E' una santa.

"Anche Lucifero era un angelo." , mi hai detto , mia piccola L.
Sì, è vero.
Allora lei dev'essere la mia prova.
Allora lei può essere salvata.

Non sarò io a condannarmi. Io ho vissuto un miracolo.
Sarà Dio a farmi precipitare.
Ogni volta che sono con lei, sento di fare un torto a Rox.
Ma non posso fare a meno di lei.

Dio, perchè ho amato un angelo?
Tu non operi nel nostro universo. Tu giudichi e condanni. E allora, perchè ho fatto questo?
Pensavo che da morto sarei stato forte. Granitico.

Sono più debole di prima.
E il mio cuore, qualche volta, lo sento battere.

L., ho davvero così paura di scivolare via?

DOVE E' LEI?