Mi hanno detto "Sei nel fiume." Nuota.
E allora ho detto Sì.
Non è stata la prima volta, però secondo M. immergersi a nuova vita lava via tutta la lordura. Si fanno nuove promesse. E mentre mi immergevo ho ricordato gli occhi di Rox.
Ho morso le labbra, non ho urlato. Mi è entrata acqua nelle narici. Ti dibatti nell'acqua e poi ti tirano su, come i bambini quando nascono.
Ero un marito. Ero un padre. Ero un fantasma senza faccia.
E ora? Chi cazzo sono, io, D.?
L'uomo nero che per amore tuo ucciderà il tuo personale Mostro sotto il Letto?
Uccidere è quello che so fare meglio. Il miglior regalo che ti posso fare è dargli una morte orrenda.
Sono in viaggio per New London. Quando questa storia finirà, non mi rivedrai. Volerò a Spartaca, D.
Salutami tutti quelli che non sono riuscito a salutare.
Bacia sulla fronte mio nipote T.
Ringrazia Miss V. e la sua bambina con gli occhi da adulta.
Fa' di tutto per capire se A. , il mio vecchio vicino, è reale o solo un fantasma. Anzi, non lo fare. Se è un fantasma, te lo regalo. E' il pizzico di follia che aiuta. E' per te.
Salutami M. Ringraziala ancora per il regalo che ci ha fatto. Dille di imparare a nuotare.
Non so se tornerò. So che quello che sto facendo lo devo fare.
E potrai finalmente guardare senza paura il buio sotto il tuo letto. Amore mio.
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lunedì 22 settembre 2014
martedì 5 agosto 2014
SPECULUM
[Scritto su un foglietto lacerato a metà.]
Ho provato a guardarmi allo specchio. Mi sono chiesto se M. avesse ragione: avevo il dubbio che forse tutti possiamo essere perdonati dopo aver subito le stesse sofferenze di Cristo.
Ero solo nella mia stanza. Ho tolto la copertura. Anche io ero a viso scoperto.
Non ho visto niente.
Non c'era riflesso lì. Io non c'ero.
M., non c'ero. Non merito di essere riflesso da uno specchio?
Cosa vuole dirmi Dio?
Mi sono guardato le mani: tremavano. Le ho poggiate contro la superficie di vetro.
Hanno navigato lì non so per quanto tempo.
Poi, lo specchio ha cominciato a colare gocce di sangue. Lo stesso che gocciolava dalle mani.
Ho guardato in basso. Ho visto il mio coltello.
Ho battuto i denti. Penso di aver sorriso. Ho leccato via il sangue.
Un giorno ucciderò un uomo, perchè ha deciso di stare dalla parte opposta alla mia.
Per adesso, faremo solo belle conversazioni.
Ho fame. E il sangue era il... [L'altra parte del foglio è strappata via, esattamente a metà]
Ho provato a guardarmi allo specchio. Mi sono chiesto se M. avesse ragione: avevo il dubbio che forse tutti possiamo essere perdonati dopo aver subito le stesse sofferenze di Cristo.
Ero solo nella mia stanza. Ho tolto la copertura. Anche io ero a viso scoperto.
Non ho visto niente.
Non c'era riflesso lì. Io non c'ero.
M., non c'ero. Non merito di essere riflesso da uno specchio?
Cosa vuole dirmi Dio?
Mi sono guardato le mani: tremavano. Le ho poggiate contro la superficie di vetro.
Hanno navigato lì non so per quanto tempo.
Poi, lo specchio ha cominciato a colare gocce di sangue. Lo stesso che gocciolava dalle mani.
Ho guardato in basso. Ho visto il mio coltello.
Ho battuto i denti. Penso di aver sorriso. Ho leccato via il sangue.
Un giorno ucciderò un uomo, perchè ha deciso di stare dalla parte opposta alla mia.
Per adesso, faremo solo belle conversazioni.
Ho fame. E il sangue era il... [L'altra parte del foglio è strappata via, esattamente a metà]
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